Contro lo stress da lavoro
Un po’ per proteggere i lavoratori, un po’ per rendere più rigorosi i titolari, dal primo agosto entrerà in vigore la normativa che impone la valutazione dello stress correlato al lavoro.
Difficile da credere, ma per i datori di lavoro che non adempiranno sono previste sanzioni che vanno dall’ammenda da 5 a 10.000 euro all’arresto da 4 a 8 mesi.
Questo dovrebbe bastare a capovolgere le reazioni di scetticismo e incredulità e soprattutto il pensiero generale che è stato di considerare la notizia una bufala, contando sul fatto che un’azienda con tutti i suoi problemi non possa certo preoccuparsi del livello di stress dei suoi dipendenti.
Prendendo coscienza dei dati che attestano che in Italia sono 4 milioni gli stressati da lavoro, nasce dunque l’obiettivo di salvaguardare al contempo lavoratore e azienda: il primo dai soprusi del datore di lavoro, la seconda dalla bassa produttività che lo stress genera, dalle ore di lavoro perse e dall’aumento delle assenze per malattia, per poter andare insieme verso un’armonia maggiore.
Il fenomeno verrà rilevato attraverso la compilazione di semplici schede, con le quali sarà fatta un’analisi delle caratteristiche dei lavoratori, delle mansioni e delle difficoltà incontrate. A questo, potranno aggiungersi eventuali sopralluoghi per rilevare lo stress, causato prevalentemente dalla possibilità di fare carriera e dalla ripetività delle azioni quotidiane.
Bianca Francavilla
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