L’Italia non è l’America degli immigrati
E’ la speranza a guidarli fin qui. Ma una buona istruzione e una sufficiente conoscenza della lingua italiana non bastano come bagaglio di vita per gli immigrati che nel nostro paese cercano un’integrazione totale nonché un lavoro soddisfacente.
Le statistiche accertano che possono contare esclusivamente su impieghi trovati grazie al “passaparola” e che solo nel migliore dei casi riescono ad ottenere un posto come cameriere, in tutti gli altri devono piegarsi a lavori come colf o operaio.
La retribuzione ottenuta poi, non ammonta neanche lontanamente a cifre soddisfacenti per gli stranieri che non possono contare su una scalata sociale poichè il loro curriculum vitae non contiene più di una o due esperienze lavorative.
Nonostante dunque l’immigrazione degli anni ’70 sia diventata un fenomeno influente sulla demografia italiana, di America per gli espatriati non c’è traccia, potendo al massimo aspirare a non peggiorare la situazione economica precedente.
Bianca Francavilla
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