“7 Km da Gerusalemme”. Pino Farinotti. Edizioni San Paolo. 2005
Ho finito di leggere questo libro scritto da Pino Farinotti, edito dalla San Paolo, 2005.
Ha avuto anche un discreto successo e dal quale è stato realizzato anche un film nel 2007.
Per una serie di motivi e coincidenze Alessandro Forte, 43 anni, si trova nel caldo d’agosto a camminare sulle strade e i sentieri intorno a Gerusalemme.
Pubblicitario in crisi lavorativa ed economica, abbandonato dalla moglie a dalla figlia, si trova in una situazione fuori controllo, nuova, inaspettata , che darà l’avvio alla fondamentale messa in discussione del proprio passato, delle relazioni con gli altri e delle certezze di un uomo fondamentalmente “di successo” .
Alessandro è una personalità forte, ha contatti nella “Milano bene” , è stimato nel suo campo e conosciuto come l’uomo da chiamare per salvare una situazione critica o per rilanciare un prodotto difficile da posizionare nel mercato.
Un pubblicitario con idee innovative, anticonvenzionali e molto sfrontato nei rapporti con i suoi clienti e con tutte le persone che ruotano attorno alla sua figura carismatica.
Il lettore si trova davanti una personalità rara e molto sicura di sé ; a volte ha forse la sensazione di non condividere certe sue idee o atteggiamenti, proprio perché fortemente anticonvenzionali e personalissimi.
La crisi che lo colpisce a 43 anni ha un effetto rivoluzionario ; Alessandro forse si trova nella situazione in cui le sue certezze e sicurezze iniziano a vacillare: senza mai perdere la fiducia in se stesso accetta la sua nuova condizione di 40enne in crisi con azione decisa e accettando le diversità e le novità che gli si presentano di fronte.
Un incidente considerato un miracolo dai chi lo vide essere colpito da un camion e non farsi nulla, il rivedere persone che lo consideravano morto, l’incontrare personaggi strani e chiromanti che gli rivelano notizie particolari, la perdita di una “persona” a lui cara, il sentirsi vicino alla fine , la vicinanza della morte di una sua amica, un incidente con un lavavetri e la sua reazione , il rapporto con la figlia e la moglie… e poi il “suo” messaggio a Gesù, confessato in totale solitudine e lucidità di mente, ma che sembrava essere un segreto conosciuto da tutti.
E l’incontro con Gesù in Palestina, un Signor Gesù incontrato per caso e con cui diventa amico e il quale fa aprire gli occhi e la mente ad Alessandro. Un amico con cui scorrazza con una VW Golf per le strade intorno a Gerusalemme. Ogni persona, ogni fatto della vita di Alessandro viene rivisto e viene commentato. Si instaura un rapporto di amicizia , di aperta discussione. Viene stravolto tutto, dalle sue idee e preconcetti sulle persone, al constatare e vedere i propri piccoli errori di calcolo nei rapporti con gli altri.
Si trova così a casa di amici , stimati colleghi e personalità di spicco per chiedere aiuti economici . Non riceve nulla , riscopre e riconvalida quindi i “veri” amici di sempre; nuove prospettive gli si aprono come d’incanto, la storia diventa “malleabile” e non decisiva , non scritta prima di compiersi. Ogni fatto “sarebbe sicuramente successo” diversamente se non avesse agito in un determinato modo. La storia è viva, le azioni degli uomini realmente cambiano le situazioni e niente è scritto e predestinato da principio. Libero arbitrio per ogni uomo, a seconda della propria coscienza.
Gesù è amico, una persona dei nostri giorni, di tutti i giorni , semplice e complesso allo stesso tempo, non nasconde le sue paure e le sue passioni… ricorda gli eventi della sua vita, il terrore avvertito nell’uliveto del Getsemani come uomo, come uno di noi.
I pensieri e le descrizioni, i consigli, sono brevi, asciutti , autorevoli ,semplici ma allo stesso tempo pienissimi di significato . A volte ammettono replica, a volte il lettore forse non riuscirebbe a replicare alcunché, ma Alessandro riesce a domandare qualsiasi cosa, qualsiasi dubbio, con anima semplice, aperta e indagatrice. Gesù risponde come farebbe ognuno di noi, a volte in modo anche divertito… Non si riesce a non provare ammirazione e amore per ogni sua parola.
L’autore ci dice che è una storia vera, a noi la facoltà di crederci oppure no.
”What if God was one of us” recitava una canzone di anni fa… qui c’è forse una persona che ha potuto vedere e sentire tutto.
(19/11/2008 – Riccardo Iacobini)
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