“La Regia Aeronautica nella seconda guerra mondiale” F. Pricolo 3/4

La decisione , ad esempio, dell’adozione del tipo di “Divisione Binaria” approvata sia da Soddu (che fu Sottosegretario alla Guerra e sottocapo di S.M. Generale ) che da Badoglio in sede formale, ebbe però in seguito in Badoglio un tenace oppositore (o almeno così traspare dai sui scritti…)
La decisione di entrare in guerra (non interpellando lo stesso Pricolo) o quella di dichiarare guerra alla Grecia (questa volta senza Pricolo e l’Amm. Cavagnari) è un altro capitolo oscuro descritto nel libro sugli avvenimenti che accaddero in quelle giornate.
S’è spesso parlato di “tradimento” da parte degli uomini vicini a Mussolini , e nel libro questa impressione è ulteriormente rafforzata dalle testimonianze di colloqui ad alto livello che si svolsero in quei giorni. Anche se più che di “tradimento” si potrebbe parlare di personaggi non all’altezza della situazione.
Il “piano perfetto per quanto umanamente possibile” ipotizzato a Mussolini prima della guerra alla Grecia dal Gen. Visconti Prasca crollò come un castello di carte ai primi segni della resistenza ellenica.
Il comando fu preso volontariamente dal Generale Ubaldo Soddu che forse per la prima volta si trovò di fronte alla impreparazione dell’esercito italiano.
La situazione critica (I greci erano sul punto di ributtarci in mare e puntavano verso Valona) fu vissuta da Soddu con ansia, agitazione, momenti di improvvisa euforia misti a profondo sconforto.
In una telefonata intercettata dalle spie di Mussolini, parlò addirittura di firmare una pace con l’esercito Greco.
Fu subito chiaro a tutti , ma specialmente a Mussolini, che un rimpiazzo era necessario. Dopo Visconti Prasca e Soddu, venne nominato il Generale Cavallero, che riuscì nell’intento di erigere il famoso “muro” contro i Greci e perlomeno di creare intorno a se un ambiente attivo e ottimista.
Per quanto riguarda Pricolo, come detto fu assegnato in Albania quale interlocutore di Mussolini (praticamente una spia), per riferire sulla situazione in quel fronte. Decisione presa dal Duce in considerazione della stima personale verso il generale.
Ovviamente un compito ingrato e non gradito dal Generale, ma che svolse con alacrità e senso di moderazione, mettendo in risalto i problemi che considerava più importanti da risolvere.
Le controversie stavolta nacquero tra aviazione ed esercito; l’esercito richiese sempre con più insistenza l’aiuto dell’aviazione in campo tattico. Aiuto che effettivamente fu prodigato con azioni di mitragliamento e bombardamento , ma che spesso non sortiva gli effetti voluti principalmente per un uso errato dell’aviazione e per la difficoltà di usare aeroplani non adatti in tale ruolo. I vari SM.81 , SM79, Cant. Z.1007 e Br20 erano bombardieri concretamente progettati per un uso generalmente strategico, non particolarmente idonei ad un uso tattico in supporto di truppe, ma più in linea con una teoria “douhettiana” che non una “alla Mecozzi”.
L’arrivo di un gruppo di Ju.87 “Stuka” acquistati dai tedeschi aiutò non poco.
I trasporti operarono con ogni condizione atmosferica per portare uomini e rifornimenti dall’altra parte dell’Adriatico, aiutati da una cinquantina di Ju.52 tedeschi messi a disposizione dalla Luftwaffe.
In definitiva , una campagna disgraziata , onerosa e ingrata che fu combattuta dall’aeronautica duramente e la quale le costò anche sensibili perdite.
Pricolo descrive poi le varie azioni aeronavali nel mediterraneo del 1940-41, i successi degli aerosiluranti, la battaglia aeronavale del giugno 1941 e quella contro il convoglio “Tiger” inglese del maggio 1941 che riuscì a passare praticamente indenne da Gibilterra ad Alessandria. Purtroppo non c’è molto riguardante la disgraziata spedizione del CAI (Corpo Aereo Italiano) in Belgio alla fine del 1940, a “Battaglia d’Inghilterra” ormai conclusa. Il trasferimento di aerei Italiani in Belgio , a fianco degli alleati tedeschi, fu , un’azione militare “politica”, decisa da Mussolini col pretesto di “aiuto militare” verso gli alleati; aiuto che servì a poco, se non a dimostrare ai tedeschi e ai nostri nemici la palese arretratezza dei nostri aeroplani e a subire perdite pesanti da parte di ben altri tipi di caccia , Hurricane I e II e soprattutto Supermarine Spitfire I e II.
(07/07/2009 – Riccardo Iacobini)
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