“La Regia Aeronautica nella seconda guerra mondiale” F. Pricolo 2/4

L’attività degli aerosiluranti italiani fu talmente efficace da venir presa a modello dai colleghi tedeschi , i quali iniziarono il loro addestramento speciale proprio in Italia.
I siluri da 455mm prodotti a Fiume dalla Whitehead e dal Silurificio Italiano di Napoli furono considerati molto efficaci ed efficienti.
Lo smacco subito il 12 Novembre 1940 dalla flotta Italiana a Taranto ebbe notevoli ripercussioni su tutta la gestione della guerra nel mediterraneo. L’azione intrapresa da vecchi e lenti Fairey Swordfish che decollarono dalla portaerei Illustrious fu talmente efficace che paralizzò le più importanti unità da combattimento della Regia Marina e instaurò da quel momento in poi un “comlpesso di inferiorità” nella Marina, che non fu praticamente mai superato per tutta la durata della guerra.
La Regia Aeronautica invece riuscì con i suoi successi a tenere testa all’aviazione britannica fino alla fine del 1942, cogliendo successi importanti e combattendo con un alto livello di aggressività fino a quando lo strapotere militare alleato, iniziato dopo lo sbarco in Nord Africa nel novembre 1942, cominciò ad avere il controllo totale dei cieli.
La diatriba Regia Aeronautica – Regia Marina è descritta in modo esauriente nel libro , mettendo in evidenzia come non ci fosse mai stata aperta ostilità tra le due forze armate (come si è spesso scritto nel dopoguerra, soprattutto da autori inglesi) ma notevole incomprensione, mancanza di conoscenza delle possibilità delle due forze armate e scarsa cooperazione . Così capitò ad esempio che la Marina ebbe nell’estate del 1940 il comando temporaneo degli idrovolanti della Regia Aeronautica, ma appena un mese più tardi tutto tornò alla situazione precedente, avendo il comando superiore della Regia Marina (Supermarina) utilizzato gli aerei in modo erroneo, logorando inutilmente gli aerei e gli equipaggi in continue missioni esplorative , senza nessun risultato , logorando motori, e causando notevole disordine a malcontento tra gli equipaggi.
La Battaglia di Punta Stilo del 9 Luglio 1940 fu il primo vero scontro tra la Regia Marina e la Royal Navy, conclutasi con uno scambio di cannonate tra unità maggiori e un colpo da 381mm andato a segno sull’ammiraglia della flotta italiana, la Giulio Cesare.
Dopodichè la flotta cercò il disimpegno e puntò verso Taranto. La Regia Aeronautica tenne le navi inglesi sotto tiro già dal giorno prima, colpendo l’incrociatore HMS Gloucester.
L’azione dell’aeronautica fu poderosa, impiegando praticamente la totalità dei bombardieri disponibili.
Le azioni di bombardamento chiarirono in tutti di quanto fosse difficile colpire un bersaglio altamente mobile come una nave da guerra, ma l’ammiraglio britannico A.B.Cunningham, comandante della flotta del Mediterraneo, nel suo libro “A Sailor’s Odissey” , ricorda come i bombardamenti degli aerei italiani fossero sempre molto temibili , abbastanza precisi e portati avanti con notevole coraggio e sprezzo del pericolo.
Il Gen. Pricolo evidenzia i giudizi positivi scritti dal nemico; dall’ammiraglio Cunningham, dal Generale greco Papagos e dagli alleati tedeschi (Goering , Frolich, Lohr e von Pohl). In special modo , Cunningham ha sempre ricordato come la Regia Aeronautica fosse sempre temuta e rispettata fino alla fine del conflitto. Della Regia Marina non ne parla che in poche occasioni, ma sempre con la sicurezza che la Royal Navy avrebbe “potuto tenerla a bada” in ogni momento.
Il libro, continuando nella descrizione cronologica degli eventi, si sofferma sulla disgraziata campagna di Grecia, dove il generale fu spedito da Mussolini con l’ordine di tenerlo aggiornato sulla situazione in quel fronte, dopo lo smacco subito ad inizio novembre 1940 e dopo aver iniziato a sospettare l’operato dei comandanti del Regio Esercito. (subito dopo la fallita controffensiva in Val Desnizza del Marzo 1941 Mussolini disse a Pricolo: “Vi ho richiamato perché ho deciso di rientrare domani stesso a Roma. Sono nauseato da questo ambiente. Non abbiamo progredito di un passo: mi hanno ingannato fino ad oggi. Disprezzo profondamente tutta questa gente.…”).
Si ha la giusta sensazione della gravità degli enormi sbagli politici-militari commessi prima e durante la campagna di Grecia dal capo del Governo oltre che dai collaboratori di Mussolini: da Ciano, dal Luogotenende d’Albania Jacomoni, dal gen. Visconti Prasca, dal gen. Soddu e da Badoglio.
Si percepisce inoltre la grave mancanza di senso della realtà di questi personaggi, il losco senso di appropriazione e di gloria di Ciano. I cambiamenti d’umore , di decisioni, del Primo Maresciallo Badoglio (che era all’epoca comandante supremo delle forze armate, lo “Stamage”) sono inquietanti ma già descritti spesso altrove. I comportamenti di Badoglio e di Ciano prima dell’entrata in guerra rivelano delle figure meschine o perlomeno decisamente oscure.
(03/07/2009 – Riccardo Iacobini)
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