Investimenti Italiani in Serbia. La proposta sulla fondazione dei distretti industriali della Serbia, Italia e Romania

Claudio Scajola e Mladjan Dinkic Foto: Fonet
Belgrado, 9 marzo 2009 – Il vicepresidente del Governo della Repubblica di Serbia e ministro dell’Economia e dello Sviluppo regionale Mladjan Dinkic oggi, dopo l’incontro con il ministro per lo Sviluppo economico dell’Italia Claudio Scajola, ha espresso la contentezza per il continuo aumento dello scambio economico tra i due Stati.
Dinkic ha anche espresso la gratitudine all’Italia per l’appoggio alla Serbia nelle integrazioni europee e ha aggiunto che per il nostro Paese è di enorme importaza l’aumento degli investimenti italiani in Serbia, insieme al contratto sul partenariato strategico con la Fiat.
Lui ha sottolineato che è in corso la realizzazione dell’accordo sui mutui per le piccole e medie imprese nell’importo di 30 milioni di euro a condizioni favorevoli, che permetteranno alle ditte serbe di comprare l’attrezzatura italiana.
Il vicepresidente del Governo ha spiegato che si tratta del programma di sussidio del Governo italiano di 198 milioni di euro e che all’interno del globale scambio commerciale della Serbia con il mondo nel 2008 l’Italia occupa il terzo posto.
All’interno dello scambio con l’Unione europea l’Italia è al secondo posto per il valore dell’esportazione e l’importazione, ha precisato Dinkic e ha aggiunto che l’importazione copre l’esportazione con 52,14%.
Scajola ha detto che durante la riunione con Dinkic ha proposto la fondazione dei cosiddetti ditretti industriali dell’Italia, Serbia e Romania, il che sarebbe definito con la firma di un accordo trilaterale.
Lui ha detto che l’Italia, con circa 800 milioni di euro del capitale investito, è tra i primi cinque investitori in Serbia e che in Serbia lavorano circa 200 ditte italiane che impiegano approssivamente 18.000 persone.
Alla riunione è stimato che i rapporti economici bilaterali tra la Serbia e l’Italia sono caratterizzati dalla lunga e intensa cooperazione imprenditoriale e che l’Italia è uno dei più importanti partner strategici della Serbia.
Riccardo Iacobini
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