Mutui Subprime, credit crunch e cartolarizzazione
MUTUI SUBPRIME
I mutui subprime si configurano in quella forma di finanziamento che è concessa a
soggetti che hanno difficoltà ad accedere al credito in maniera normale .
Queste persone hanno alle spalle una storia creditizia poco felice, risultano dei cattivi
pagatori, protestati, falliti o, nel caso migliore non hanno una giusta capacità di rimborso e neanche
valide garanzie.
Sono identificati anche con il nome di B-Paper , Near-prime o Second chance .
Sono dei finanziamenti molto rischiosi, sia per i creditori, che per i debitori.
I clienti subprime, hanno un punteggio creditizio molto basso e data la loro particolare
pericolosità hanno dei tassi d interessi, delle parcelle, dei premi e altre condizioni più alte rispetto
alle altre tipologie di credito.
Oltre in veste di mutuo, possono essere erogati sottoforma di altri finanziamenti tipo i
prestiti d auto subprime e carte di credito subprime.
Un attività subprime si qualifica prevalentemente per lo stato di fatto della parte debitrice.
Da considerare che le banche, fino a un passato non molto lontano, cartolarizzavano, ovvero
vendevano a società specializzate, un po tutti i mutui, per primi quelli mutui subprime.
Negli Stati Uniti, questa forma di finanziamento, a livello industriale, era molto diffusa e
con la crescente crisi dell industria, centinaia e migliaia di debitori, a partire dal 2006, sono stati
costretti all insolvenza, così facendo hanno spinto molte banche sull orlo del fallimento, nei casi
peggiori è stata presentata istanza di bancarotta.
Questo fenomeno si è ripercosso anche a livello internazionale, infatti, le borse mondiali e
l economia reale sono piombate nel panico più assoluto.
Le cartolarizzazioni sono venute a mancare ed hanno indotto le banche ad avere una scarsa
liquidità con tutte le cause che ne derivano.
CREDIT CRUNCH
Credit crunch è un termine inglese e vuol dire stretta del credito.
Ciò avviene dopo un lungo periodo del tutto espansivo, da parte delle banche centrali, ed
indica un innalzamento improvviso dei tassi d interesse al fine di evitare il rischio inflazione.
Questa situazione spinge anche gli istituti di credito ad alzare i propri tassi d interesse, a una
contrazione della liquidità, facendo sì che l accesso al credito sia bloccato, poiché possono
verificarsi dei fallimenti sia di banche sia di imprese nonché delle famiglie.
I mancati pagamenti che si generano da questa situazione, compresi i fallimenti dovuti a
crediti in sofferenza non fanno altro che generare una serie di pignoramenti in capo ai beni ipotecati
a garanzia del credito e un consequenziale aumento delle proprietà in capo alle banche.
Da tener conto che i principali finanziatori di tali istituti possono essere soggetti che
esercitano lo stesso tipo di attività creditizia.
CARTOLARIZZAZIONE
La cartolarizzazione non è altro che la cessione di attività o di beni di una società che è
definita tecnicamente originator attraverso l emissione e il collocamento di titoli
obbligazionari .
Il credito è ceduto a terzi e il rimborso dovrebbe garantire la restituzione del capitale e delle
cedole di interessi indicate nell obbligazione.
Se il credito diviene inesigibile, che acquista i titoli cartolarizzati, perde sia il capitale
versato, che gli interessi.
I beni ceduti sono costituiti da mutui ipotecari, prestiti per il credito al consumo, crediti in
sofferenza, crediti concessi a Enti locali o al Tesoro, immobili, contratti derivati o altro e vengono
venduti a società specializzate che versano al cedente l equivalente ottenuto con l emissione ed il
collocamento dei titoli obbligazionari.
Le obbligazioni emesse sono divise in classi in base al loro rating (tripla A o B, doppia A
o B ecc. fino alla partecipazione azionaria) con un merito creditizio che è minore, quanto è più alto
il livello di subordinazione nella restituzione del debito obbligazionario.
In Italia la legge che disciplina la cartolarizzazione è la 130/1999 modificata all art. 7 con
l aggiunta degli artt. 7/bis e ter, con la legge n. 80/2005.
La cartolarizzazione è una cessione pro soluto ovvero non c è alcuna garanzia di solvenza
da parte del debitore ceduto e tutti i rischi gravano unicamente sui portatori dei titoli.
Consente di raccogliere risorse finanziarie sui mercati mobiliari a fronte della cessione degli
attivi di cui sono titolari ed è un alternativa alle attività di raccolta tradizionali.
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Galileo Equizi
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