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L’attenzione al lavoratore. Rubrica dedicata alla Norma SA 8000

18 maggio 2008

L’azienda era impegnata a far stare bene i lavoratori dentro e fuori l’ambiente di lavoro.

Pur considerando la modernizzazione

le fabbriche erano progettate dai migliori architetti del tempo, con criteri di luminosità e salubrità affinché i lavoratori potessero lavorare in un ambiente che fosse gradevole ed in condizioni di lavoro assolutamente idonee e fortemente umanizzate. La gradevolezza era percepibile, nonostante l’impostazione strettamente tayloristica dell’azienda comunque temperata da contromisure: la produzione a cottimo, ad esempio, lungi dal ricordare la fabbrica di “Tempi Moderni”, era limitata dal fatto che, oltre una certa soglia di produttività, non vi era incremento di retribuzione, disincentivando in tal modo livelli di affaticamento eccessivi.

L’attenzione verso i lavoratori si rifletteva anche nella considerazione verso le loro idee, le proposte e verso le intelligenze, favorendo uno scambio continuo che oggi, più di quarant’anni dopo, fa pensare alle teorie del knowledge management

La flessibilità era secondo le idee di Olivetti, un concetto da applicare all’azienda nel suo complesso, possibilmente risparmiando la forza-lavoro dal subire processi traumatici che vrebbero avuto riflessi sul territorio e sull’intera economia.

(18/05/2008 – Giuseppe Lepore)

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