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Il cristianesimo e la cancellazione dei culti pagani (II parte) Rubrica “La dea del Lago”

15 novembre 2007

Il tempio di Diana sorgeva in una posizione tanto scomoda che non si ritenne conveniente convertirlo in un centro cristiano e per questo si lasciò che andasse in rovina. La zona del cratere fu esorcizzata e purificata dal demonio e dagli elementi pagani secondo la consueta procedura: queste entità furono sostituite da nuovi modelli religiosi in grado di rappresentare validi punti di riferimento e molte chiese e monasteri sorsero per sostenere la conversione delle popolazioni locali. Sradicare il culto di Diana deve essere stato un compito particolarmente difficile se si considera appunto la gran quantità di edifici religiosi sorti in un’area tanto limitata. In una bolla papale del 1255 vengono nominate quattro chiese costruite nei dintorni di Nemi e fra queste ci sono San Nicola, nella Valle della Luna (il legame con la dea, come abbiamo già detto, non si è mai spezzato del tutto), (Pietro Marsilio, Nemi pittoresca e le navi di Roma, 1935.) e l’eremo dell’Angelo Santo (conosciuto poi con il nome di San Michele) costruito in una grotta all’interno del cratere, proprio sopra al luogo dove sorgeva l’antico tempio. Anche in questo caso il vincolo con la dea della luna è evidente essendo l’Arcangelo Michele la versione cristiana di Apollo, fratello gemello di Diana.

(15/11/2007 – Antonio Rigillo)

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