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La teoria sulla geografia sacra di Jean Richter. Rubrica “La dea del Lago”

3 ottobre 2007

Negli anni ‘60 lo studioso francese Jean Richter pubblicò la sua teoria sulla geografia sacra del mondo classico. Richter affermava che la collocazione dei santuari e dei tempi dell’antica Grecia era legata alla posizione delle stelle e, attraverso complessi calcoli astronomici, aveva individuato una mappa cosmica che rispecchiava sulla terra le costellazioni maggiori, comprese le dodici dello zodiaco tracciate a Babilonia dai Chaldaeans. Secondo l’ipotesi del Richter, i greci – così come i mesopotami e gli egiziani prima di loro – volevano trasformare il mondo in un’immagine vivente della volta celeste. Egli tracciò sulla mappa una linea retta passante per Atene che univa il tempio di Apollo a Delfi (considerato dai greci l’”ombelico del mondo”) e il tempio di Delo, presunto luogo di nascita di Apollo e simbolo del sole nascente. Un prolungamento della linea arrivava a Camiro sulla costa occidentale di Rodi. Richter segnò poi una serie di linee che si irradiavano da Delfi, stella polare del complesso zodiaco terrestre, e formavano con un’altra linea che univa Delfi, Ptoo, l’Egeo e la città santa di Sardi – antica capitale della Lidia – l’angolo che gli fornì la divisione degli assi cosmici e l’identificazione di molti luoghi con le varie costellazioni.(Jean Richter, Geografia sacra del mondo greco, tr. Gerardina Antelmi, Rusconi).

(03/10/2007 – Antonio Rigillo)

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