La confederazione latina (I parte). Rubrica “La dea del Lago”
Fu proprio Tarquinio a riunire sotto l’ègida di Roma la confederazione latina suggellando l’unione con il matrimonio fra sua figlia e Ottavio Mamilio di Tuscolo, il più potente fra i re latini. L’alleanza, però, non portò nulla di buono alla confederazione, anzi segnò la sua fine. La rovina di Tarquinio fu provocata dal figlio Sesto che rapì Lucrezia, moglie del cugino, scatenando le ire dei romani che bandirono lui e la sua famiglia dalla città. Non volendo ammettere la sconfitta, Tarquinio si rivolse in aiuto a Ottavio Mamilio il quale radunò i popoli latini per sferrare un attacco contro Roma. Le due fazioni si scontrarono presso Tuscolo sulle sponde del mitico lago Regillus. Fin dall’inizio la lega latina non ebbe alcuna speranza di vittoria, tanto più che due semidei decisero di sostenere la causa di Roma. Erano i Dioscuri, fratelli gemelli figli di Giove. Il comandante Postumio Albino li aveva persuasi a intervenire in favore di Roma promettendogli di costruire, in caso di vittoria, un tempio in loro onore. I fratelli si lanciarono sul campo di battaglia su due destrieri bianchi sbaragliando le truppe latine e subito corsero a Roma per portare la notizia della vittoria ai cittadini che li aspettavano con il fiato sospeso. Arrivati alla meta i Dioscuri fecero abbeverare i cavalli alla fonte della Ninfa Giuturna, loro sorella, e quella fonte è ancora lì, vicino ai resti del tempio che Postumio Albino fece costruire dentro il Foro.
(28/08/2007 – Antonio Rigillo)
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