Le popolazioni asiatiche si stabiliscono sulle rive del Tevere. Rubrica “La dea del Lago”
Giove Pluvio, dio della quercia e del tuono, probabilmente fu introdotto nella zona da popolazioni nomadi provenienti dagli altipiani dell’Asia centrale che si stabilirono sulle rive del Tevere, genti forti e guerriere che migrarono verso il sud dell’Europa imponendo la loro cultura sugli indigeni che adoravano la Grande Madre la quale dimorava nei boschi di Nemi già da molto tempo prima che il dio del cielo facesse la sua comparsa. Nelle vicinanze del suo tempio sono stati ritrovati manufatti dell’età del bronzo, risalenti dunque al VII o VIII secolo a.C. A quel tempo forse la dea era conosciuta con un altro nome: Aricia, come il nome dei boschi in cui viveva (l’odierna cittadina di Ariccia, che si trova fra i laghi di Nemi e Albano, ha raddoppiato la ‘c’), oppure Egeria, come la ninfa delle acque sanatrici che sgorgavano dalle rocce del cratere per poi precipitare nella valle, oppure Dione, lo spirito delle querce.
(06/09/2007 – Antonio Rigillo)
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