Carro veloce con apparti radio. Breve cronistoria dei veicoli corazzati italiani della Seconda Guerra Mondiale
Uno dei principali problemi del carro e cioè la mancanza di comunicazioni radio tra carri e fra i comandi, fu risolto parazialmente montando degli apparati radio su scafi di carri L. Inizialmente fu provata nel 1934 un apparecchio radio R.F.1 Modello 1933 da fanteria, successivamente una “Stazione R.F.1 C.A.” che venne montata praticamente su tutti i carri italiani della S.G.M. (L.3,L.6,M13,P40 e semoventi). Aveva una portata di circa 10-12 km in telegrafia e di 5-6km in fonia con il mezzo fermo, mentre in movimento le distanze si riducevano del 50% circa. I carri radio furono usati come carri comando di battaglione e di compagnia. Purtroppo la notevole mole dell’antenna rendeva facilmente identificabili i carri dei comandanti rendendoli spesso un bersaglio preferito dal nemico. Spesso le antenne furono sostituite in modo artigianale dalle truppe in linea (anche con del filo di ferro).
(01/06/2007 – Giovanni Iacobini)
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