Carro veloce. Evoluzioni del mezzo (II parte). Breve cronistoria dei veicoli corazzati italiani della Seconda Guerra Mondiale
Per il tiro c’era un congegno con impugnatura a pistola per la direzione del liquido infiammabile, una leva per comandare il lancio del luquido, un manometro per la pressione del lancio, un pulsante per l’accensione. Il liquido ausiliario di accensione era contenuto in uno speciale serbatoio da 10 litri nella parte sinistra della camera di combattimento, a fianco del capocarro-mitragliere.
Durante il lancio la pompa assorbiva una potenza di circa 5hp dal motore e la pressione del lancio era di circa 7-10 atmosfere. L’accensione della miscela era provocata dalla scintilla scoccata da 3 candele da automobile che davano fuoco alla miscela ausiliaria composta da una miscela del 30% di olio e da 70% di benzina o nafta leggera. Nei vari teatri in cui fu utilizzato le percentuali furono cambiate in rapporto al clima e alla disponibilità.
(22/05/2007 – Giovanni Iacobini)
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