Carro veloce. Evoluzioni del mezzo (I parte). Breve cronistoria dei veicoli corazzati italiani della Seconda Guerra Mondiale
I CV33 erano armati con una singola mitragliatrice Fiat 14 aviazione calibro 6,5mm con 3.650 cartucce in 76 caricatori da 50 colpi e successivamente da 2 mitraglatrici cal. 8mm. Il carro costava in quel periodo 86.800 lire!
CV35: la differenza principale consisteva in un nuovo tipo di assemblaggio che univa alla saldatura delle piastre imbullonate.
CV38, (L.3/38): è stato l’ultimo sviluppo della serie dei carri veloci. La complessità delle sospensioni ed i frequenti casi di perdita dei cingoli avevano portato allo studio di un nuovo carro veloce con sospensioni modificate e con cingoli di diverso disegno.
Carro veloce lanciafiamme: fu la variante di serie prodotto in maggior numero di esemplari. Il potere distruttivo del lanciafiamme ed il suo effetto psicologico furono complementati dalle possibilità e dalla mobilità del carro veloce. Il primo esemplare fu realizzato su uno scafo del CV33 dagli stabilimenti FIAT O.C.I. di Modena nel 1935. Il carro era provvisto di una lancia ad alta pressione sistemata nella posizione della mitragliatrice di sinistra. La miscela incendiaria era sistemata in un rimorchio corazzato (dai 6 agli 8,5mm di corazza) trainato dal carro e collegato alla pompa per mezzo di un tubo flessibile. Il serbatoio inoltre era costituito, oltre che dalla corazzatura esterna, anche da un serbatoio a tenuta stagna.
(09/05/2007 – Giovanni Iacobini)
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