Nemi ed il suo rapporto con artisti e scrittori. Rubrica “La dea del Lago”
Soltanto Nemi è riuscita a preservare pressoché intatto l’antico fascino che attrasse a sé tanti artisti e scrittori sulla strada del Grand Tour. Una sera Byron cavalcò da Albano a Nemi per vedere il paese “accolto nel ventre dei colli boscosi”. Henry James, colpito dalla particolare atmosfera del luogo, la descrisse come “incredibilmente strana”. Il pittore inglese J. M. W. Turner dipinse almeno tre differenti studi del lago e, nel 1929, Roma ospitò una mostra interamente dedicata alle vedute di Nemi dipinte dall’artista Carlo Montani che aveva fermato l’immagine del lago in cento e più circostanze e in differenti stagioni. Lungo le sponde dello Specchio di Diana Gounod compose Méditation sur le premier prélude de Bach, l’indimenticabile melodia che divenne poi l’Ave Maria, una fra le sue composizioni più belle e conosciute. Gounod volle ricordare questo momento incidendo la data sulla chitarra, “Nemi, 24 Aprile 1862”.(Renato Mammucari, Nello Nobiloni, I Castelli Romani, Newton Compton.) Anche Frazer fu vittima dell’incantesimo. Nell’introduzione a The Golden Bough egli scrive: “Chiunque abbia visto le placide acque adagiate nel grembo delle colline d’Albano, potrà mai dimenticarle.”
(05/04/2007 – Antonio Rigillo)
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