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I carristi italiani. Breve cronistoria dei veicoli corazzati italiani della Seconda Guerra Mondiale

9 marzo 2007

I carristi italiani combatterono come poterono, si batterono con valore considerando che sapevano coscientemente di andare a morire  con un mezzo quasi del tutto inferiore rispetto a quanto a disposizione sia all’avversario che all’alleato tedesco. Soprattutto nel 1942, nel periodo della battaglia di Al-el Halfa e successivamente di El Alamein, si trovarono di fronte carri di costruzione americana Sherman e Grant, armati di un lungo cannone da 75mm. Erano ,questi due tipi di carri, nettamente superiori ai carri medi italiani. La loro potenza di fuoco permetteva loro di posizionarsi a 2 chilometri dai carri italiani e di colpirli efficacemente  da lunga distanza, mentre erano praticamente immuni al tiro del 47mm. I carristi italiani erano costretti a cercare di accorciare le distanze per cercare di colpire a loro volta i nemici ai fianchi, aggirandoli, cercando di poter almeno immobilizzare il nemico colpendolo in punti sensibili.

(09/03/2007 – Giovanni Iacobini)

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