I carri armati inglesi. Breve cronistoria dei veicoli corazzati italiani della Seconda Guerra Mondiale
L’americano M.3 “Stuart”, ceduto agli inglesi (rinominato “Honey” per la sua affidabilità e facilità di guida) ed utilizzato nei primi mesi del 1941 era molto più veloce e più affidabile, ma aveva pressappoco la stessa protezione ed un armamento simile. Gli inglesi avevano creato due tipi di carri armati; i carri detti “Cruiser” (Incrociatori) dovevano essere molto veloci e manovrieri e loro compito era intercettare i carri nemici, mentre i carri da fanteria erano molto meglio protetti ma estremamente lenti. L’armamento era simile se non identico in molti casi. I carri inglesi del tipo “Cruiser” erano spesso inaffidabili e avevano una protezione molto scarsa e un armamento simile agli M13. Tutto era sacrificato per aumentare la velocità, raggiungendo punte veramente notevoli per l’epoca. I carri successivi del tipo “Crusader” o Mark 15 erano un po’ più affidabili e sempre molto veloci ma avevano ugualmente un armamento ed una corazza simile ai carri M. I carri da fanteria invece erano quasi del tutto invulnerabili al tiro del 47/32 se non forse a distanza ravvicinata o ai cingoli. Il carro “Valentine” era un buon compromesso fra affidabilità/velocità/protezione e si dimostrò un avversario molto valido. Il carro da fanteria Matilda II fu chiamato dagli inglesi “The queen of the desert” (La regina del deserto) dopo aver visto che era invulnerabile sia ai 47/32 sia ai cannoni da 75mm (mancava ancora una granata a carica cava, utilizzata dal 1942 in poi). Il carro era fortemente corazzato, molto affidabile ma estremamente lento.
(26/02/2007 – Giovanni Iacobini)
Русская версия


No.Va. Consilia SRL
Terrae Cinthiani