Il mito della dea Diana (II parte – finale). Rubrica “La dea del Lago”
Non si sa con precisione come la dea Diana fosse rappresentata nel tempio lacustre perché la statua oggetto del culto non è mai stata ritrovata. Quando il governo italiano compì gli ultimi grandi scavi del sito, prima dell’ultima Guerra, una voce girava fra la popolazione di Nemi. Si diceva che una notte l’immagine della dea fosse stata rubata e portata via sulla groppa di un asino nascosta da un carico di sterpi. Se in questo racconto ci fosse del vero, l’uscita della dea dal suo bosco sacro sarebbe una straordinaria replica del suo leggendario arrivo, molti secoli prima, in quello stesso bosco. Ella, infatti, era stata condotta lì da Oreste, l’eroe greco che ne aveva rubato l’effige dal santuario in Crimea per portarla in Italia nascosta in mezzo a un fascio di rami.
(08/02/2007 – Antonio Rigillo)
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