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Un po’ di storia senza annoiarsi (V parte – finale). Il vino nella storia,nei riti,nei simboli

26 gennaio 2007

I reperti archeologici evidenziano una forte influenza degli Etruschi a partire dall’ VIII° secolo a.C. Le colonizzazioni Etrusca e Greca portarono nuove tecniche e nuovi vitigni. lo fecero con numerose varietà, scelte in funzione di ubicazione e clima, così che Plinio il vecchio, arriverà a catalogarne svariate decine, da tavola e da vino.

Da tanta ricchezza di vitigni e di esposizioni è facile arguire che i fini intenditori potevano contare su una ricca scelta. Dalla lettura di Plinio il vecchio, senza la cui enciclopedia (arrivata integra fino a noi) vivremmo in grave avarizia di informazioni,                   il mercato offriva pressappoco duecento vini di grande qualità. Circa quanto le nostre attuali migliori D.O.C.
Tornando alla Simbologia; in sintesi, “un simbolo nasce là dove ad un dato reale,  un numero, una parola, un segno, una pianta, un’immagine, un edificio, in breve,                ad una cosa, si conferisce un senso più profondo di quanto essa non possieda nella             sua mera sussistenza reale, quando a queste cose ed alle loro forme si attribuisce             una maggiore dignità ed un più alto valore di quanto ad esse non spetti propriamente, quando alla cosa esteriore si dà un più profondo valore morale o spirituale, rendendola così immagine di processi spirituali non altrimenti rappresentabili.

(26/01/2007 – Giancarlo Bertollini)

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