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Il mito della dea Diana (I parte). Rubrica “La dea del Lago”

26 gennaio 2007

La presenza della Dea di Nemi risaliva a tempi molto antichi. Essa, infatti, viveva sulle sponde del lago da molto prima della fondazione di Roma. I romani la identificavano con la fanciulla cacciatrice, Diana, la dea della natura, ma la sua figura aveva molti altri nomi e molti altri aspetti. Ella era vergine e rifiutava le nozze, ma, allo stesso tempo, impersonava lo spirito della procreazione, aveva il rimedio per sterilità, era benevola levatrice che alleviava i dolori del parto e amorevole protettrice delle donne incinte e dei bambini appena nati. Trattava i suoi pretendenti con disprezzo e senza pietà tanto che spesso arrivava a ucciderli, era protettrice dei cacciatori e signora delle bestie selvatiche, ma i cavalli non potevano oltrepassare il limite del suo territorio sacro. La divinità era solitamente raffigurata coma una fanciulla con arco e frecce in mano e la luna crescente sopra la fronte, ma ella era anche la Madre, l’Incantatrice, la Vecchia Saggia, era la regina dell’oscurità e dell’Oltretomba, la Sovrana degli spiriti, donna sapiente e risanatrice. Forse era anche la più crudele delle dee.

(26/01/2007 – Antonio Rigillo)

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