L’esperienza delle certificazioni ambientali degli enti locali in Europa
Le esperienze europee dimostrano come il cittadino non sia stato quasi mai pienamente partecipe del processo che ha portato a registrare uno o più servizi o l’intero Comune. E’ evidente che, nel caso dei Comuni, il cittadino è sicuramente uno, se non il principale, di quei soggetti la cui partecipazione consapevole è necessaria per il raggiungimento della registrazione e del conseguente beneficio costante e continuo dal punto di vista della qualità dell’ambiente e della qualità della vita.
Al momento attuale, in Europa, risultano 168 enti pubblici ad aver implementato un sistema di gestione ambientale: comunque, è prevedibile che, nel prossimo futuro, aumenteranno i Comuni eco-certificati, condizionati anche dai sempre più numerosi tour-operator europei che privilegiano un positivo impatto ambientale nelle offerte dei loro pacchetti turistici. Persino la Commissione Europea, con l’adozione del nuovo Regolamento EMAS applicabile a tutte le organizzazioni, ha deciso di avviare una fase pilota per implementare essa stessa lo schema per la gestione del sistema ambientale. La fase pilota riguarderà il Segretariato Generale, la Direzione Generale Ambiente e la Direzione Generale Amministrazione. Grazie a questa decisione, la Commissione si aspetta di ottenere un quadro accurato del proprio impatto ambientale, migliorare la propria performance ambientale e conseguire vantaggi organizzativi e finanziari. Commentando la decisione, il Commissario UE per l’Ambiente, Margot Wallstršm, ha affermato: “La Commissione Europea intende dare il buon esempio, servendo da stimolo e da modello per altre istituzioni pubbliche ed operatori economici. Obiettivo finale è quello di raggiungere la certificazione EMAS per l’intera Commissione”.
(16/06/2006 – Giovanni Iacobini)
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