S.E.Monsignor Giovanni Battista Vescovo di Veroli ( II parte )
Riporta inoltre Nicola Ratti nella sua Storia di Genzano A. D. 1797 “… Gio:Battista Jacobini dopo aver esercitato con universale soddisfazione l’impegno di Vicario Foraneo nella sua patria, ed essersi dimostrato Ecclesiastico di molta esemplarità, ed ugual dottrina fu promosso al Vescovato di Veroli da Clemente XIII l’anno 1760. Come era stato un operaio utilissimo della Chiesa di Dio nella condizione di semplice Prete, così fu zelantissimo pastore, innalzato all’Apostolato. Si distinse singolarmente per l’insigne sua carità verso i poveri, ai quali nei maggiori loro bisogni, ed in specie nella carestia del 1764 profuse le sue rendite. Avendo lodevolmente governato 26 anni la predetta sua Chiesa, quasi nonagenario morì in Veroli il di 24 Marzo del 1786. Fu sepolto in quella Cattedrale…” Voglio ricordare che Giovanni Battista visse sempre una vita umile e riservata, donò tutte le sue rendite ai poveri e fuggì sempre dagli allori e dai richiami della mondanità. Legato da amicizia diretta con Papa Clemente XIV, rifiutò più volte la nunziatura a Parigi per rimanere sempre legato alla sua terra dalla quale non volle allontanarsi mai totalmente. Alla fine su pressione personale del Papa accettò il Vescovado di Veroli. Difese l’operato dei Gesuiti nel periodo della loro massima persecuzione (1774) arrivando ad ospitarli all’interno del Seminario Verolano da lui potenziato. Non solo, ma dopo le proteste del Re di Napoli, fece ospitare questi Gesuiti dai fratelli e dal padre a Genzano, dove gli stessi Gesuiti formarono una comunità che sopravvisse sino al ripristino dell’Ordine effettuato da Papa PIO VII nel 1814.
(18/05/2006 – Franco Iacobini)
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