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S.E.Monsignor Giovanni Battista Vescovo di Veroli ( I parte )

2 maggio 2006

Giovanni Battista, figlio di Francesco e di Costanza Pinci, matrona Ariccina, nipote di quel Cristoforo iniziatore della famiglia Iacobini di Genzano, nacque a Genzano il 24 Novembre 1703. Fu nominato Vescovo della diocesi di Veroli dal Papa Clemente XIII il 17 Agosto 1761. Successe al Vescovo Pietro Saverio Antonini deceduto nello stesso anno. Riporta il Lucidi nel suo “Dell’Istoria dell’Ariccia A. D. 1796 – Parte Prima Cap. XIII – Degli Ariccini Illustri in Lettere – pag. 111… Nell’Ariccia fu educato presso il Canonico Deodato Conti Pintii (Pinci) zio materno, ed applicato a’ primi studj, anche della retorica nelle pubbliche scuole dell’Ariccia regolate da’ PP. Agatisti, ora da quelli della Dottrina Cristiana di Avignone, Monsignor GianBattista Jacobini da Genzano, Vescovo di Veroli, uomo versatissimo ne’ sagri canoni, nella teologia, nell’istoria, e in quasi tutte le scienze. Fu egli dal semplice officio di vicario foraneo di Genzano, attesa la di lui probità e fama di dottrina, da Clemente XIII alli 17. di agosto 1761. promosso alla cattedra vescovile di Veroli, nella quale dopo averla con disinteresse ammirabile per lo spazio di 25 anni amministrata, passò agli eterni riposi. Conservò egli sempre un grande amore per l’Ariccia e difese cogli scritti più volte i diritti del capitolo e comunità Aricini. Visse sempre alieno da tutte le vanità, fu al sommo elemosiniere, e morì povero di ricchezze, ma ricco di meriti nell’anno 1786. Il Capitolo dell’Ariccia per gratitudine celebrò alli 18 mar zo di detto anno in suffragio della di lui anima un solenne funerale con musica e catafalco adornato col suo ritratto, insegne vescovili e varie scritture allusive alle virtù di prelato sì degno. Fu anche accettissimo a Clemente XIV, con cui contrasse grande amicizia in tempo, che essendo frate conventuale del convento di S. Bonaventura andava annualmente a villeggiare a Genzano, ove detto collegio possiede molti beni. Ho fatto volentieri menzione di questo degnissimo vescovo, col quale ho io avuto per molti anni stretta amicizia, onde ho potuto ammirare le di lui virtù…“

(02/05/2006 – Franco Iacobini)

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