Il cannone e le mitragliatrici. Carri Medi M13/40 ed M14/41. Breve cronistoria dei veicoli corazzati italiani della Seconda Guerra Mondiale
Il carro M13 era armato di un cannone da 47/32 modello 35, di progettazione austriaca Bholer con una dotazione iniziale di 87 cartocci-proietti (spesso portati sul campo a circa un centinaio). Il cannone aveva un’elevazione di -10° e di +20°. Per consentire una maggiore depressione dell’arma sul tetto della torretta c’era una piastra corazzata davanti ai portelli di accesso, che serviva per aumentare lo spazio interno. L’arma poteva essere azionata tramite un pedale o manualmente.
Il cannone fu giudicato generalmente bene almeno in quanto a precisione ed affidabilità…
Le due mitragliatrici Breda 38 (progettate espressamente per l’impiego su carri) erano posizionate nella parte anteriore destra dello scafo, in uno speciale supporto a sfera avente un settore di tiro di circa 30°, 15° per lato. Un’altra Breda 38 era sistemata nella torretta, affiancata al cannone, nella parte sinistra. Una quarta Breda era di solito pronta per un uso antiaereo e poteva essere montata su uno speciale ginocchiello al centro della torretta, appena davanti i portelli di accesso. In tutto il carro aveva una dotazione standard di 2592 cartucce cal.8mm. Le mitragliatrici furono definite ottime anche se un po’ lente come cadenza di tiro.
Le Breda 38 avevano una cadenza di tiro di circa 450 colpi al minuto, un caricatore da 25 colpi ed una velocità iniziale di circa 792 m/s .In Nord Africa diedero qualche problema di inceppamento ma in genere furono ottime armi.
(13/04/2006 – Riccardo Iacobini)
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