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La ridefinizione catastale e i nuovi oneri per la Famiglia Iacobini

19 gennaio 2006

Il Catasto e la sua ridefinizione, assai scrupolosa anche se generosa con qualcuno più che con altri, costituiva un momento particolarmente importante per la vita amministrativa e fiscale di un Comune ma anche per quella di ogni singolo proprietario di immobili, Iacobini compresi. Per cui, quando, agli inizi del secondo decennio del Secolo fu deciso un riadattamento del precedente Catasto, il Consiglio Comunale subì una scissione violenta, al punto da provocare un’aperta lettera di protesta alla stessa Congregazione del Buongoverno firmata in calce da tutti i consiglieri “ribelli” il 13 febbraio 1723; tra questi si contavano anche Felice e Cristoforo. Nella missiva si usavano toni espliciti e si protestava “come la confezione del nuovo Catasto” fosse apertamente “contro la volontà e al di fuori delle regole prescritte”. Le turbolenze non dovevano essere che agli inizi: il Consiglio Comunale stava infatti progressivamente spaccandosi in più partiti interni inconciliabili tra loro a causa delle diverse provenienze, motivazioni ed interessi. Da questo momento e per almeno tre decenni il Comune dovrà subire amministrazioni incerte, deliberazioni consiliari contraddittorie ed in diversi casi malversazioni più o meno dichiarate ed esplicitate. Testimoni di questo complesso e tormentato periodo politico furono tutti i Consiglieri della Famiglia Iacobini, a vario titolo: il nostro Domenico, Flavio, Cristoforo, Giovanni Francesco.

(19/01/2006 – Franco Iacobini)

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