Le indagini documentali si spostano a Genzano
Terminata la fase di indagine nella zona di Parma, la ricerca si è così spostata a Genzano dove è stata indirizzata subito su tre fonti iconografiche ed archivistiche diverse: il Comune di Genzano, l’Archivio Parrocchiale di Santa Maria della Cima in Genzano, l’Archivio di Stato di Roma. Dal primo si è attinto per reperire il foglio anagrafico famigliare con i singoli estratti e, successivamente, per analizzare l’Archivio Storico Comunale. Quest’ultimo si è rivelato copiosamente fornito di documentazione preunitaria, con Volumi di Verbali di Consiglio fin dalla metà del XVI secolo, Copialettere di Segreteria ed altro, ma completamente privo di Registri nobiliari o Stemmari. Tale mancanza, può probabilmente essere spiegata con la collocazione storico-istituzionale di Genzano attraverso i secoli, mai spintasi al di là della qualificazione di Feudo. L’abitato fu sempre ricordato come castrum e mai come Città, rango attribuito alla sola Albano ove, per l’appunto, risiedeva il Vescovo che assommava anche la giurisdizione su Genzano. È stato comunque possibile trovare alcune menzioni di notevole interesse su membri della famiglia e, soprattutto, è stato possibile rintracciare il primo Verbale di Consiglio contenente la menzione di Cristoforo Iacobini in qualità di Consigliere della Comunità (atto poi fotocopiato e autenticato a parte).
(10/10/2005 – Franco Iacobini)
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