Camillo Iacobini: La sua memoria (II parte – finale)
Camillo fu anche molto sensibile ai problemi dell’arte e dell’archeologia: si deve infatti a lui la prima sistematica campagna di scavi archeologici ed il ripristino dell’Appia antica così come oggi ci appare. ”Il ripristino” scrive Silvio Negro (Seconda Roma – Hoepli – Milano 1943) ”già progettato al tempo di Pio VI, non fu affrontato che nel dicembre del 1850, dopo in sopralluogo del Ministro dei Lavori Pubblici D. Camillo Iacobini…”
Il ministro di Pio IX oggi riposa, insieme alla sorella Ottavia e al fratello Mons. Gaetano Pietro, nella cappella gentilizia di famiglia dei Cappuccini di Genzano. Dal busto marmoreo scolpito per volere dei fratelli dal grande scultore Pietro Tenerani, non traspare altro che un senso di immota serenità. Traspare la serenità dell’uomo che avendo compiuto il proprio dovere ha la coscienza a posto. Il suo volto non sembra lasci trasparire i tragici e burrascosi momenti vissuti sempre con quella calma e quella sicurezza che lo contraddistinsero.
Ad oggi, per quanto la sua cara Genzano gli abbia riservato onori nel giorno della sua morte sembra che la stessa sua città non abbia voglia di ricordarlo dedicandogli, per esempio, una strada come hanno fatto i comuni di Roma e Ariccia.
”Riposa , grande nella sua semplicità, nella sua Genzano, di fronte al suo lago, insieme ai suoi antenati, in quella Chiesa a lui tanto cara, D. Camillo Iacobini, Commendatore di Gran Croce, Ministro di Pio IX. Genzanese.”
(19/09/2005 – Riccardo Iacobini)
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