Salta al contenuto

I cambiamenti del clima. Dal 15 al 16 marzo il G8 di Londra alla ricerca di una soluzione.

11 marzo 2005

Ogni anno gli USA sono percorsi da tifoni a cui vengono dati nomi peraltro simpatici; gli inverni in Europa diventano sempre più piovosi e sempre più nevosi; i ghiacci sembrano sciogliersi sempre più velocemente dalle calotte polari. Queste sono solamente alcune delle dimostrazioni, secondo alcuni, di quanto il nostro clima stia davvero mutando. Gas inquinanti, residui industriali o quantaltro, secondi molti è ormai giunto il tempo di occuparsi seriemente della questione. Un tentativo in tal senso si terrà a Londra, dal 15 al 16 marzo prossimo, dove il Consiglio dei ministri dell’Ambiente e dell’Energia del G-8 tenterà di sciogliere il contradditorio rapporto tra energia e ambiente. L’incontro servirà a delineare un piano operativo e strategico al tempo stesso, da portare poi al G-8 in programma dal 6 all’8 luglio in Scozia, a Gleaneagles. Per l’Italia saranno presenti il ministro dell’Ambiente, Altero Matteoli, e quello delle Attività Produttive, Antonio Marzano. Ma e’ veramente destinato a diventare sempre più incompatibile questo stretto rapporto che lega in maniera indissolubile e pericolosa lo sviluppo industriale, i nuovi bisogni energetici e produttivi col futuro del Pianeta? Di certo paesi in costante e vertiginosa ascesa economica, quali Cina e India, dovranno essere capaci di trovare un compromesso tra il proprio desiderio di riscatto da secoli di arretratezza e attenzione verso una natura sempre più fragile. Dopo tutto l’ambiente mostra forse i segni di cedimento peggiori proprio in Asia. Gli scienziati meglio informati assicurano che l’anidride carbonica, emessa in quantità dalle ciminiere delle nostre industrie, contribuisca a surriscaldare l’atmosfera terrestre. Circa quindici anni fa le parti di anidride carbonica per milione nell’aria erano 250; solamente l’anno scorso sono arrivate a 360. E sembra essere un trend in continua ascesa. Ogni dieci anni si ha un aumento della temperatura media di un decimo di grado, e questo stà avendo effetti inimmaginabili pochi anni fa: i ghiacci dell’Himalaya lentamente continuano a ritirarsi, ponendo peraltro a rischio di approvvigionamento di acqua le popolazioni e le colture di intere aree dell’Asia. I ghiacciai della catena dell’Himalaya sono tra i più imponenti al mondo, si estendono per più di 33 mila chilometri quadrati ma, avvertono gli studiosi, si riducono ad un ritmo preoccupante: 10 – 15 metri ogni anno. C’è chi inizia ad interrogarsi circa gli effetti economici che un tale processo potrà innescare, non si sa bene quando. Si parla di effetti economici, perché lo scioglimento di quei ghiacci potrà provocare l’ingrossamento dei fiumi con conseguenti imprevedibili inondazioni. Entro alcuni decenni la portata dei fiumi potrebbe poi diminuire causando problemi di carattere economico nell’area del sud-est asiatico. Le spinte allarmistiche di certo non mancano: da nord a sud e da est ad ovest del Globo, ormai la comunità scientifica mondiale stà iniziando ad interrogarsi seriamente sul da farsi. C’è da chiedersi quante di queste preoccupanti ipotesi siano realmente verificabili, e quante invece non rappresentino altro se non dei modelli teorici con scarse – speriamo – possibilità di avverarsi. In ogni caso il summit di Londra tenterà un approccio al problema; speriamo non sia l’ennesimo quanto quasi inutile tentativo degli utlimi anni.

Il problema vero sarà, in ogni caso, riuscire a convincere gli USA e, forse più di loro, quello che si affaccia più prepotentemente a contestare loro il titolo di “superpotenza”, il “gigante” Cina, che in fin dei conti il rispetto di alcune regole ambientali conviene a tutti. Forse meno a quei sistemi che hanno fame di energia, di combustibile e di produttività, ma sicuramente molto di più a coloro che poi sono i figli di questo.

(11/03/2005 – Fabrizio Conti)

Ancora nessun commento

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Gravatar
Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.